Category Archives: La voce dell’autore

Intervista Radiofonica con Letizia Bolzani per la Radio della Svizzera Italiana

Il 27 marzo Letizia Bolzani ha dedicato un’intervista al libro con l’autore: per ascoltarla

Recensione a La voce e lo spazio di Giuseppe Scuri

L’indagine sulle relazioni strutturali tra voce e spazialità è al centro dell’ultimo bellissimo lavoro del filosofo della musica Carlo Serra. Come la voce si appropria dello spazio e lo racconta? In che modo le forme di vita elaborano concezioni e tecniche vocali interpretando simbolicamente l’ambiente in cui sono immerse? L’autore conduce una densa e articolata riflessione analitica prendendo le mosse dalla dimensione dell’ascolto:  i riferimenti esemplificativi presi in esame rimandano ad esempi sonori concreti, ascoltabili in tempo reale. Il testo cartaceo è arricchito da un sito web creato ad hoc con file audio, video, iconografia in HD, approfondimenti e un sistema di post con i quali il lettore può discutere con l’autore (http://lavocelospazio.saggiatore.it). Estremamente significativa è la scelta di Serra di interrogare la natura della voce focalizzando l’attenzione su pratiche di culture primordiali come il Mongombi dei pigmei o le diplofonie mongole xöömi. Nel volgere lo sguardo alle condizioni elementari dell’esperienza la riflessione può cogliere quel nucleo primitivo che ha valenza intersoggettiva: «il vocale còlto a livello della sua costituzione, dove l’ambito della significazione tocca quello dell’espressione».

Giuseppe Scuri  (da Amadeus, anno XXIII, n. 265, dicembre 2011)

Presentazione de La voce e lo spazio a Radio 3 Suite Conduce Andrea Penna 30/11/2011

Presentazione del volume con Andrea Penna a Radio Tre Suite il 30/11/2011.

 

Link al Podcast di Radio 3 Suite

http://www.radio.rai.it/podcast/A41356396.mp3

Per chi voglia ascoltarla direttamente:

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Carlo Serra

 

Carlo Serra insegna Estetica e Filosofia della Musica presso l’Università della Calabria. Le sue aree di interesse sono le strutture ritmiche,  le morfologie dello spazio musicale e i rapporti che legano il suono allo spazio.  Per Il Saggiatore ha curato l’edizione italiana di Suono e Sentimento di Steven Feld (2009).

La foto è di Roberta Fusco

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La voce fra rumore e intervallo

La voce fra rumore ed intervallo

Nella lingua greca phoné ha estensione scoraggiante, designando, al
tempo stesso, la voce e la generalità dei fenomeni sonori: vorremmo
discutere il rapporto che lega la psyché ad una micidiale paroletta, phthongos ,
che indica il suono come udibile, come oggetto della percezione, in
senso preminente, estetico. La relazione che stringe i due termini indica
un particolare rapporto con il mondo, e con i contenuti messi in
gioco dall’ascolto.
Per poterci avvicinare al concetto di udibilità, ci sembra indispensabile
partire da una particolare forma di silenzio, legata ai fenomeni di
afonia, o di mancanza di voce o di parola, perché l’assenza di rumore
riesce sempre a dirci qualcosa del mondo del suono che gli si contrappone.
Esistono tipologie narrative del silenzio, che per esser riempite si
appellano ad una particolare qualità del sonoro.
Nel Canto Quarto dell’Odissea Penelope viene a sapere della possibile
morte di Odisseo, e dovrà piegarsi, in qualche modo, a trovare un
nuovo compagno, o meglio, un nuovo signore. Lo sbigottimento, o il
dolore che fa piegare le ginocchia, lasciano chi ne viene colpito, come
la regina di Itaca, incapace di emettere la fiorente voce (thaleròs voce
che esplode, ad esempio, nel sesso, voce dell’impossessamento, della
vita che fiorisce e che fiorisce come fioriscono le lacrime, manifestazione
visibile portata in voce , non in parola, dell’emozione): nell’incapacità1
della voce, dovremmo vedere il declinarsi di una crisi della funzione
della soggettività.

Scarica il resto in PDF: Serra da Fenomenologia del melodramma

tratto da: AAVV, Per una fenomenologia del melodramma,  a cura di Pietro D’oriano, Quodlibet, Macerata, 2006. pp.52 – 75. Si ringrazia l’editore per aver concesso la pubblicazione del testo